Tenuta biologica dal 2005 AOP Fronton

Spedizione gratuita da 12 bottiglie in Francia

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Il vitigno di Fronton

La Negrette: il vitigno rosso della DOP Fronton, coltivato in biologico al Château Saint Louis

Un’uva nera che non si coltiva quasi da nessun’altra parte, venti chilometri a nord di Tolosa.

Assaggiate le nostre Négrette La sua storia

Château Saint Louis, AOP Fronton, IGP Comté Tolosan. Vignaiolo indipendente, agricoltura biologica.

Che cos’è la Négrette e chi la coltiva?

La Négrette è il vitigno principale della denominazione Fronton, a nord di Tolosa, e non si coltiva quasi da nessun’altra parte: poco più di mille ettari in tutta la Francia. Al Château Saint Louis, tenuta di 35 ettari a Labastide-Saint-Pierre tra Tolosa e Montauban, con 30 ettari di vigneto in agricoltura biologica certificata Ecocert dal 2005, cresce su suoli di boulbène e sabbia limosa che poggiano su uno strato argilloso. Vinificata in purezza dà un vino dal colore profondo, poco acido e poco tannico: prima viola e iris, poi ribes nero, fragola, lampone, pepe e liquirizia. Fondata nel 1878 e della famiglia Mahmoudi dal 1991, la tenuta imbottiglia la Négrette in purezza e al cuore dei suoi assemblaggi.

  • 51 %di Négrette come minimo nel vigneto di ogni tenuta della denominazione
  • 40 %come minimo in ogni vino di Fronton, dove resta maggioritaria
  • 20comuni nella zona della DOP Fronton
  • 1.096 hadi Négrette in tutta la Francia nel 2018

Nove secoli di vigna

Una storia di Fronton

  1. XII secolo

    Fronton è amministrata dagli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1122 una donazione all’Ordine riserva al donatore un settimo della vendemmia: il vigneto è già affermato.

  2. La leggenda

    Si racconta che gli Ospitalieri abbiano portato la Négrette da Cipro. Gli ampelografi la ritengono oggi originaria del Sud-Ovest della Francia.

  3. XVIII e XIX secolo

    Apogeo del vigneto: caricati a Villemur, i vini scendono il Tarn fino a Bordeaux e partono per tutta l’Europa.

  4. 1878

    La fillossera raggiunge il Frontonnais. Il «négret», come lo si chiama allora, viene ripiantato su portinnesto. Lo stesso anno nasce il Château Saint Louis.

  5. 1945

    I vini di Fronton ottengono la loro prima denominazione, un anno dopo quelli di Villaudric.

  6. 1975

    I due vigneti si uniscono nella AOC Côtes du Frontonnais.

  7. 1991

    La famiglia Mahmoudi rileva il Château Saint Louis.

  8. 1997

    A Fronton viene piantato un conservatorio di 190 cloni di Négrette. Oggi i cloni omologati sono cinque: 456, 580, 581, 582 e 663.

  9. 2005

    La denominazione diventa AOC Fronton. Il Château Saint Louis converte le sue vigne all’agricoltura biologica.

Un vitigno raro

Quanta Négrette c’è in Francia?

1.733 ettari al massimo, nel 1968; 1.096 nel 2018. Fragile, la Négrette è stata abbandonata quasi ovunque; a Fronton, su suoli poveri, acidi e ben drenati, ha trovato il suo posto.

Superfici di Négrette in Francia, in ettari, dal 1958 al 20181.52319581.73319681.12519791.16719881.25019981.48720081.0962018
Ettari di Négrette in Francia. Fonte: Plantgrape (IFV, INRAE, Institut Agro), dai catasti viticoli.

Il terroir

Le terrazze del Tarn

Nel corso delle glaciazioni il Tarn ha depositato qui alluvioni provenienti dal Massiccio Centrale: ghiaie, sabbie e ciottoli silicei, senza calcare. Le vigne della denominazione occupano le sue tre terrazze.

Sezione schematica delle tre terrazze del Tarn, dal fiume alla terrazza alta il Tarn molassa
  • Terrazza bassa circa 130 m

    Limi, sabbie più o meno grossolane e argille, mescolati in modo irregolare.

  • Terrazza media da 130 a 160 m

    Suoli più antichi, più alterati e più dilavati.

  • Terrazza alta fino a 200 m

    La più antica: l’erosione ha portato via il fine, restano ghiaie e ciottoli.

Schema non in scala, secondo il disciplinare della AOC Fronton (2025).

Il clima

L’oceano in primavera, il Mediterraneo d’estate

Le piogge da ovest bagnano la primavera, tra 650 e 700 millimetri l’anno; l’estate è calda e soleggiata. Poi arriva l’Autan, vento caldo e secco da sud-est: accelera la maturazione e asciuga la vigna dopo i temporali d’agosto. Per un’uva così sensibile al marciume come la Négrette, è un alleato.

Al Château Saint Louis cresce sulla boulbène, un suolo di sabbia limosa posato su uno strato argilloso.

Les rangs de vigne du Château Saint Louis sous le ciel du Frontonnais

La denominazione

Venti comuni, due dipartimenti

La DOP Fronton riunisce nove comuni dell’Haute-Garonne e undici del Tarn-et-Garonne, tra Tolosa e Montauban. Il Château Saint Louis si trova a Labastide-Saint-Pierre, all’estremità nord della denominazione.

Il Château Saint Louis

I venti comuni

Haute-Garonne : Bouloc, Castelnau-d’Estrétefonds, Fronton, Saint-Rustice, Vacquiers, Villaudric, Villematier, Villemur-sur-Tarn, Villeneuve-lès-Bouloc.

Tarn-et-Garonne : Bessens, Campsas, Canals, Dieupentale, Fabas, Grisolles, Labastide-Saint-Pierre, Montbartier, Nohic, Orgueil, Pompignan.

AOP Fronton : 20 communes (Haute-Garonne, Tarn-et-Garonne) Bouloc Castelnau-d'Estrétefonds Fronton Saint-Rustice Vacquiers Villaudric Villematier Villemur-sur-Tarn Villeneuve-lès-Bouloc Bessens Campsas Canals Dieupentale Fabas Grisolles Labastide-Saint-Pierre Montbartier Nohic Orgueil Pompignan Bouloc Castelnau-d'Estrétefonds Fronton Villaudric Villemur-sur-Tarn Grisolles Labastide-Saint-Pierre Orgueil Toulouse ↓ Montauban ↑
Confini comunali: API Géo dello Stato francese. Elenco: disciplinare della AOC Fronton.

Carta d’identità

Il vitigno in breve

Colore
Uva nera.
Origine
Il Sud-Ovest della Francia.
Germogliamento
Tardivo: nove giorni dopo lo chasselas.
Maturazione
Seconda epoca: da due a due settimane e mezzo dopo lo chasselas.
Grappoli
Piccoli e compatti, con acini rotondi, piccoli o medi, dalla buccia sottile.
In vigna
Vigorosa e fertile con potatura corta, ma soggetta a colatura e acinellatura: i raccolti variano da un anno all’altro.
Sensibilità
Molto sensibile alla muffa grigia, all’oidio, alle cicaline e agli acari.
Altro nome
Venduta in California con il nome di «Pinot St. George» fino al 1997. In Europa non è riconosciuto alcun sinonimo.

Fonte: scheda Négrette di Plantgrape, catalogo delle varietà di vite in Francia.

Nel bicchiere

Prima di tutto la viola

Ricca di antociani, la Négrette dà un colore scuro e vini molto aromatici, poco tannici e poco acidi. In purezza si beve piuttosto giovane, sul frutto; in assemblaggio guadagna struttura e longevità. In rosato dà vini equilibrati.

Fiori

  • viola
  • iris
  • gelsomino

Frutti

  • ribes nero
  • fragola
  • lampone

Spezie e altro

  • pepe
  • liquirizia
  • cacao
  • cuoio
Une grappe de raisin noir mûr sur la vigne
Dalla Vigna… all'Uva

Al Château Saint Louis

Négrette biologica dal 2005

Un vitigno così sensibile alle malattie non si coltiva in biologico per caso: richiede attenzione, filare per filare. Dal 2005 le nostre vigne sono certificate da Ecocert.

Tutto si fa in tenuta: vendemmia, vinificazione, affinamento e imbottigliamento. Vinifichiamo la Négrette in purezza, nel Naturellement Négrette, e al cuore dei nostri assemblaggi.

Venite ad assaggiarla in tenuta

A tavola

Con cosa servire una Négrette?

  • carni rosse alla griglia
  • la selvaggina
  • i formaggi erborinati
  • d’estate, grigliate, tapas e insalate miste
Trovate il vino per il vostro piatto

Le vostre domande

Domande frequenti

Che cos'è la négrette?

La négrette è un vitigno a bacca nera del Sud-Ovest della Francia, coltivato quasi esclusivamente nella denominazione Fronton, tra Tolosa e Montauban. È chiamata anche Pinot Saint-Georges. Dà vini fruttati e aromatici, poco tannici e ricchi di colore, con note di violetta, frutti rossi e spezie, da bere piuttosto giovani.

Quali vini dello Château Saint Louis sono fatti con la négrette?

Tutte le cuvée rosse della tenuta ne contengono. Naturellement Négrette e Libéré du Soufre sono 100 % négrette; la Cuvée Tradition ne assembla il 70 % con cabernet franc, gamay e syrah; L'Esprit l'85 % con cabernet franc; L'Extrême il 50 % con cabernet franc.

Perché la négrette è rara?

Perché è coltivata praticamente solo a Fronton, dove è il vitigno principale della denominazione. Cinque cloni omologati (456, 580, 581, 582 e 663), provenienti da un conservatorio creato nel 1997 a Fronton, ne preservano le caratteristiche.