Vino biologico e solfiti
Che cosa cambia il biologico in vigna, in cantina e nel bicchiere: i limiti di solfiti a confronto, e sette luoghi comuni da sfatare o confermare.
La norma europea
Quanti solfiti al massimo?
Dose massima di anidride solforosa totale, in milligrammi per litro, per i vini secchi.
- Vino convenzionale
- Vino biologico
Sette luoghi comuni
Vero o falso?
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1 Un vino biologico non contiene solfiti.
La risposta
Falso. La norma biologica abbassa la dose di solfiti consentita, non li vieta. E la fermentazione ne produce naturalmente un po’.
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2 Le uve di un vino biologico sono coltivate senza pesticidi né fertilizzanti chimici di sintesi.
La risposta
Vero. È il principio dell’agricoltura biologica, controllato da un organismo di certificazione.
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3 Il biologico riguarda solo la vigna, non la cantina.
La risposta
Falso. Dal 2012, la norma europea sul vino biologico disciplina anche la vinificazione: additivi ammessi, pratiche vietate, limiti di solfiti.
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4 Un vino biologico è controllato almeno una volta l’anno.
La risposta
Vero. Un organismo di certificazione accreditato controlla ogni azienda almeno una volta l’anno; per Château Saint Louis è Ecocert, dal 2005.
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5 Un vino senza solfiti aggiunti può riportare la dicitura «Contient des sulfites» (contiene solfiti).
La risposta
Vero. La fermentazione produce un po’ di solfiti; da 10 mg per litro, la dicitura è obbligatoria.
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6 Il logo AB basta per riconoscere un vino biologico.
La risposta
Falso. Il logo biologico europeo, la foglia stellata, è obbligatorio; il logo AB francese è facoltativo e si aggiunge.
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7 I solfiti servono a proteggere il vino.
La risposta
Vero. Lo proteggono dall’ossidazione e dai batteri indesiderati. Per questo si usano, anche nel biologico, in dose ridotta.
In vigna
L’agricoltura biologica esclude i pesticidi e i fertilizzanti chimici di sintesi. La vigna è protetta con mezzi autorizzati, come il rame e lo zolfo, e il suolo è curato con la lavorazione meccanica e i concimi organici. Un organismo di certificazione accreditato controlla ogni azienda almeno una volta l’anno.
In cantina
Dal 2012, la menzione «vino biologico» riguarda anche la vinificazione: l’elenco degli additivi è ridotto, alcune pratiche sono vietate e la dose di solfiti ha un limite più basso rispetto al convenzionale.
Nel bicchiere: i solfiti
I solfiti proteggono il vino dall’ossidazione e dai batteri. La fermentazione ne produce naturalmente un po’: un vino può quindi riportare la dicitura «Contient des sulfites» (contiene solfiti) anche senza che ne siano stati aggiunti. Il biologico non vieta i solfiti, ne riduce la dose massima.
Le vostre domande
Domande frequenti
Un vino biologico contiene solfiti?
Sì, in genere, ma la dose massima consentita è più bassa: al massimo 100 mg per litro per un rosso secco biologico, contro 150 nel convenzionale; 150 per un bianco o un rosato secco biologico, contro 200.
Come riconoscere un vino biologico?
Dalla foglia stellata del logo biologico europeo, obbligatorio, accompagnata dal codice dell’organismo di certificazione. Può aggiungersi il logo AB francese.
Da quando Château Saint Louis è biologico?
Dal 2005. I suoi 30 ettari di vigna sono certificati in agricoltura biologica da Ecocert.
Che cosa significa «senza solfiti aggiunti»?
Che al vino non è stato aggiunto alcun solfito. Può contenerne qualche milligrammo prodotto dalla fermentazione, e riportare la dicitura «Contient des sulfites» (contiene solfiti) a partire da 10 mg per litro.
Per saperne di più
- Leggere un’etichetta di vino DOP, annata, solfiti, logo biologico: ogni dicitura dell’etichetta spiegata, con un clic.
- Glossario del vignaiolo Boulbène, colatura, chiarifica, affinamento: le parole della vigna e della cantina, spiegate in modo semplice.
- Conservare il vino La vostra cantina è pronta? E per quanto tempo conservare una bottiglia aperta?
Fonti
- Regolamento (UE) 2018/848: produzione biologica EUR-Lex
- Regolamento delegato (UE) 2019/934: pratiche enologiche EUR-Lex
- Agricoltura biologica: il logo europeo Commission européenne