Tenuta biologica dal 2005 AOP Fronton

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Il vitigno bianco

Lo Chardonnay: secco o amabile, il suo gusto, le sue regioni e il nostro chardonnay bio di Fronton

Nato in Borgogna, piantato in tutto il mondo: un solo vitigno, vini molto diversi.

Secco o amabile? Il nostro chardonnay bio

Château Saint Louis, AOP Fronton, IGP Comté Tolosan. Vignaiolo indipendente, agricoltura biologica.

Lo chardonnay è secco o amabile?

Lo chardonnay è un vitigno, non uno stile di vino: a seconda della vinificazione dà un bianco secco, un vino amabile o uno spumante, come lo champagne blanc de blancs. Il più delle volte è vinificato in bianco secco. È l’etichetta a decidere: la menzione «secco» indica al massimo 4 grammi di zucchero per litro (9 grammi se l’acidità è elevata), «amabile» fino a 45 grammi. Uno chardonnay secco può però sembrare rotondo, quasi dolce: è l’effetto dell’affinamento in botte di rovere e della fermentazione malolattica, che danno morbidezza e note di burro, nocciola o brioche, non zucchero.

Al Château Saint Louis, tenuta biologica di 35 ettari a Labastide-Saint-Pierre, tra Tolosa e Montauban, il nostro chardonnay è un vino bianco secco, senza zucchero residuo percepibile: il 60 % dell’assemblaggio affina nove mesi in botti di rovere francese, il resto in vasche di cemento, per conservare la freschezza del terroir.

  • 54.993 hadi chardonnay in Francia nel 2018
  • 7.325 hanel 1958: sette volte meno
  • 211.000 hanel mondo, secondo l’OIV (2015)
  • 4 g/ldi zucchero al massimo per un vino secco

Leggere l’etichetta

Secco, abboccato, amabile, dolce: cosa dicono le menzioni

Per un vino fermo, bianco o no, queste parole hanno una definizione legale basata sullo zucchero residuo. Vale per lo chardonnay come per tutti i vitigni.

MenzioneZucchero residuoCosa si percepisce
Seccoal massimo 4 g/l, o 9 g/l se l’acidità totale non è inferiore di oltre 2 g/l allo zuccheronessuna dolcezza
Abboccatofino a 12 g/l, o 18 g/l se l’acidità totale non è inferiore di oltre 10 g/l allo zuccherouna punta di dolcezza
Amabileoltre, fino a 45 g/luna dolcezza netta
Dolcealmeno 45 g/lun vino da dessert

Fonte: regolamento delegato (UE) 2019/33, allegato III, parte B.

Carta d’identità

Da dove viene lo chardonnay?

Lo chardonnay è originario della Borgogna. Le analisi genetiche ne fanno un incrocio naturale tra il pinot e il gouais blanc, un vecchio vitigno oggi quasi scomparso. Da lì è arrivato in Champagne, nel Giura, in Linguadoca e nel Sud-Ovest, poi in tutti i vigneti del mondo.

Colore
Uva bianca.
Origine
La Borgogna.
Genitori
Pinot e gouais blanc, secondo le analisi genetiche pubblicate.
Altro nome
Nessun sinonimo ufficialmente riconosciuto in Francia né nell’Unione europea.
In Francia
7.325 ettari nel 1958, 54.993 nel 2018.
Nel mondo
Circa 211.000 ettari nel 2015, secondo l’OIV.

Fonti: scheda Chardonnay di Plantgrape, catalogo delle varietà di vite in Francia; OIV, Focus 2017.

Nel bicchiere

Che sapore ha lo chardonnay?

Poco aromatico di per sé, lo chardonnay riflette fedelmente il suo clima e la mano del vignaiolo. In clima fresco resta vivace, su agrumi, mela verde e un’impressione minerale; in clima caldo guadagna rotondità, su pesca, pera matura e frutti esotici. La botte aggiunge vaniglia, pane tostato e nocciola; la fermentazione malolattica, burro e brioche.

Clima fresco

  • limone
  • mela verde
  • note minerali

Clima caldo

  • pesca
  • pera matura
  • ananas

Affinamento

  • burro
  • brioche
  • nocciola
  • vaniglia

Dove cresce

Le grandi regioni dello chardonnay

Borgogna
La sua culla: Chablis a nord, teso e minerale; la Côte de Beaune e il Mâconnais, più ampi.
Champagne
Uno dei tre grandi vitigni della denominazione; il blanc de blancs nasce da uve bianche, il più delle volte dal solo chardonnay.
Giura, Linguadoca, Sud-Ovest
Espressioni più riservate, tra cui l’IGP Comté Tolosan, intorno a Tolosa, dove cresce il nostro.
Il resto del mondo
California, Australia, Cile, Sudafrica, Nuova Zelanda, Italia: spesso più solari, su frutto maturo e legno.
Uva bianca matura sulla vite

Al Château Saint Louis

Il nostro chardonnay bio, tra botte e vasca

Le nostre vigne di chardonnay hanno in media 25 anni e crescono sulla boulbène, una sabbia limosa posata su uno strato argilloso, condotte in agricoltura biologica certificata. Il vino è venduto come IGP Comté Tolosan.

La vendemmia passa nella pressa pneumatica, decanta a 6 °C e fermenta a bassa temperatura. Il 60 % dell’assemblaggio affina nove mesi in botti di rovere francese, per la morbidezza e la nocciola; il resto in vasche di cemento, per la freschezza. Al naso pera, cotogna e nocciola fresca; in bocca rotondità e un finale speziato.

Le annate precedenti hanno ottenuto una medaglia d’oro al Concours International de Lyon 2022 e una stella nella Guide Hachette des Vins 2022 e 2013.

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Il negozio della tenuta

Assaggiare il nostro chardonnay

Certificato bio e venduto direttamente, senza intermediari tra la cantina e la vostra tavola.

A tavola

Con cosa servire uno chardonnay?

  • pesce alla griglia o al beurre blanc, frutti di mare
  • pollame alla crema, risotto ai funghi
  • formaggi di capra e formaggi a pasta pressata
  • per il nostro: spiedini di rana pescatrice al lardo affumicato, crépinettes d’agnello al crottin de Chavignol

Servitelo fresco, tra 10 e 12 °C: più freddo perde i suoi aromi.

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Le vostre domande

Domande frequenti

Lo chardonnay è un vino secco?

Il più delle volte sì. Lo chardonnay è un vitigno ed è vinificato soprattutto in bianco secco: al massimo 4 grammi di zucchero per litro, o 9 grammi se l’acidità è elevata. Esistono anche chardonnay amabili e spumanti; lo dice la menzione in etichetta.

Perché alcuni chardonnay sembrano dolci?

Perché l’affinamento in botte di rovere e la fermentazione malolattica arrotondano il vino e gli danno note di burro, vaniglia o brioche. Questa rotondità si confonde con la dolcezza, mentre il vino resta secco.

Da dove viene lo chardonnay?

Dalla Borgogna. Le analisi genetiche ne fanno un incrocio tra il pinot e il gouais blanc. La Francia ne contava 54.993 ettari nel 2018, contro 7.325 nel 1958.

Lo champagne contiene chardonnay?

Sì, è uno dei grandi vitigni della Champagne. Uno champagne blanc de blancs nasce da uve bianche, il più delle volte dal solo chardonnay.

A che temperatura servire uno chardonnay?

Fresco, tra 10 e 12 °C. Troppo freddo perde i suoi aromi; troppo caldo sembra pesante.

Lo chardonnay del Château Saint Louis è secco?

Sì. Il nostro chardonnay bio, IGP Comté Tolosan, è un vino bianco secco senza zucchero residuo percepibile. Il 60 % dell’assemblaggio affina nove mesi in botti di rovere francese e il resto in vasche di cemento: la rotondità del legno, la freschezza del terroir di boulbène.